Archivi categoria: Editoriali

Ricordare Giacinto Prandelli

Il sogno è il Teatro Odeon – Giacinto Prandelli

di Roberta Pedrotti

 

Riportiamo il punto di vista del direttore artistico, Roberta Pedrotti, sul concerto Lumezzane ricorda Giacinto Prandelli. [qui la cronaca della serata] Continua a leggere

Ricordare Claudio Abbado: Gianfranco Mariotti

L’amico schivo con l’anima di un ragazzo

di Gianfranco Mariotti

In memoria di Claudio Abbado L’ape musicale è lieta di ospitare le voci di chi lo ha conosciuto da vicino. Ringraziamo il sovrintendente del Rossini Opera Festival Gianfranco Mariotti di aver voluto condividere questo toccante ricordo personale di un capitolo fondamentale nella storia della Belcanto Renaissance.

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Verdi e Wagner, bilancio di un bicentenario

2013: celebrando Verdi e Wagner

di Roberta Pedrotti

Gli anniversari sono sempre delle armi a doppio taglio. Sono appigli sicuri intorno ai quali costruire le programmazioni, occasioni per pianificare monografie, convegni, riflessioni, spesso per scoprire materiale raro o proporre nuove chiavi di lettura. Sono anche passaggi obbligati ricchi di insidie, oltre che a rischio di saturazione e ripetitività, alla tentazione di adagiarsi in una programmazione celebrativa senza lo sforzo di una proposta più ricercata e stimolante. Continua a leggere

7 dicembre, riflessioni

Il rito di sant’Ambrogio

di Roberta Pedrotti

Compiuto è il rito. Si è da poco conclusa la sacra celebrazione annuale in cui improvvisamente chi si occupa d’opera e ne è appassionato balza al centro dell’attenzione degli amici normalmente privi d’interesse per quest’arte che cominciano a tempestare di domande e curiosità sul titolo in programma e sul melodramma in generale, culminanti con il fatidico, immancabile “Tu andrai alla Scala per la prima?”. Una piccola ingenuità verso chi non nutre interesse alcuno per la mondanità e pensa più che altro a reperire biglietti economici in date compatibili con trasporti, lavoro, famiglia e altri spettacoli in altri teatri. Proprio la mondanità è l’altro effetto collaterale del grande rito del 7 dicembre, perché se tutti si ricordano improvvisamente che l’opera esiste, la associano anche alle sfilate di vip ingioiellati, ai servizi sugli abiti da sera più eleganti o bizzarri, sulle cene di gala, sugli interventi istituzionali e sugli svarioni dei parvenu del mondo della televisione.  Continua a leggere

preludio

Nasce L’ape musicale

di Roberta Pedrotti

Lorenzo Da Ponte, nel 1789, decise di utilizzare come sottotitolo per libretto di un suo pasticcio una metafora destinata a una certa fortuna, se il nostro vulcanico abate arrivò a mettere in scena, fino al 1830, ben quattro diverse versioni sempre aggiornate della sua Ape musicale, ormai eletta a titolo effettivo del centone.

Abbiamo fatto nostra la metafora dell’ape che si muove sul pentagramma come il simpatico insetto fra i prati, senza disdegnare, passando di fiore in fiore, di toccare anche campi contigui a quello strettamente musicale. Ma l’ape è anche altro: una simbolo dell’operosità e del lavoro, una creatura utile in quanto impollinatore, produttore di miele, cera, pappa reale… Così ci piace pensare di far crescere la nostra rivista gradualmente e seriamente, con un lavoro basato sulla rigorosa professionalità non meno che sulla passione; ci piace pensare all’obbiettivo di contribuire a far fiorire le idee e di dare un contributo costruttivo e stimolante. Con la dolcezza del miele, paragonata da Lucrezio a quella del canto poetico, anche la medicina – o la dottrina – più aspra diviene piacevole. Ma l’ape ha anche un pungiglione, sa colpire all’occorrenza; non gratuitamente, non aggressivamente, ma puntualmente quando lo ritiene giusto.

Questo il simbolo. I fatti si costruiranno man mano su questo sito, per il quale abbiamo tante idee e tante firme in serbo, ma preferiamo dimostrare passo dopo passo con concretezza che spenderci in roboanti annunci. Vedrete crescere il sito e la redazione, sempre tenendo fede ai nostri principi.

Piuttosto, chiudendo questo preludio alla nostra Ape musicale, preferisco riservare un pensiero all’esperienza nella quale mi sono formata professionalmente e che ho condiviso con alcuni amici e colleghi che partecipano anche a questa nuova avventura: Gli amici della musica diretto da Athos Tromboni, che quindici anni fa mi suggerì d’intraprendere questa attività e mi ha guidata nel mio apprendistato di giornalista. Firmo il primo editoriale dell’Ape musicale con questa dedica, che estendo a tutte le persone che in qualche modo mi hanno aiutata e formata, sia con un’ispirazione e un sostegno, sia soprattutto con critiche e discussioni.